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Praga – Un Natale di meraviglia

Praga – Un Natale di meraviglia

Le Feste natalizie sono, con tutta probabilità, il momento dell’anno migliore per visitare Praga. Una città che a tratti è meravigliosa e a tratti realistica, a tratti fiabesca e a tratti romantica.  Una città che si discosta molto dalle altre capitali europee dell’Est, vuoi per una cultura diversa, vuoi per le architetture liberty, vuoi per gli ambienti e i posti all’aperto. Vuoi perché è così viva e brulicante di gente, che ti sembra di stare in una metropoli minuscola, elegante e raffinata.

E a Natale, la sua caratteristica sognatrice e ovattata, si moltiplica. Una schiera infinita di mercatini natalizi – delle vere e proprie casette addobbate e rifinite a tema – sparsi in ogni angolo di città, dalle piazze principali alle vie più impensabili, ci ha accolti. Ed è stato così, subito amore; ogni giorno era una nuova scoperta. Biscotti di pan di zenzero, cibo di strada tipicamente ceco, bevande calde che riscaldano il corpo ma soprattutto il cuore, dolci tradizionali, addobbi natalizi… Questo e tanto altro nei mercatini più belli che abbia visto fino ad ora.

Un piacere infinito passeggiare per la capitale della Repubblica Ceca che, nonostante il freddo pungente, che può essere “raggirato” facendo una sosta calda in uno dei tanti accoglienti bar del centro, ci ha lasciato un dolce ricordo e la voglia di tornarci.

Il viaggio è durato quattro giorni, un lasso di tempo più che sufficiente per visitare tutta la città e le sue attrazioni e, per i più temerari, di fare un salto fuori città per visitare qualche bel parco (noi siamo stati al parco di Divoka Sarka… Ma ve ne parlerò a breve)!

Ecco allora l’itinerario di un viaggio che ripeterei altre volte senza ombra di dubbio…

L’arrivo

Atterrati all’aeroporto di Praga di primo mattino (abbiamo preferito prendere l’aereo molto presto proprio per goderci la giornata), abbiamo preso il Bus 119 proprio di fronte all’uscita e siamo scesi Nadrazi Veleslavin (una fermata della metro A/verde in zona Praga 1). Da Nadrazi Veleslavin siamo arrivati fino a Muzeum (una delle fermate più vicine al centro) e da qui, una piccola camminata di 3 minuti per arrivare all’albergo che ci ha ospitati: il Myo Hotel Wenceslas.

L’Hotel

Ultimo della catena Myo (di cui fanno parte anche l’Hotel Caruso e l’Hotel Mysterius, il Myo Hotel Wenceslas, è stato inaugurato a Settembre e sorge vicino piazza Wenceslao, a un minuto a piedi dal Museo Nazionale. La zona è centralissima, perché si affaccia su una delle strade principali dello shopping, percorrendo la quale, vi troverete a Old Town Square. Il Myo Hotel Wenceslas è una struttura nuovissima, moderna e super confortevole. Le camere sono curate in ogni minimo dettaglio, il bagno è ampio così come l’intera stanza – e c’era la cabina armadio per me! – il riscaldamento è ottimale, le finestre ampie e apribili, i receptionist parlano anche italiano e sono di una dolcezza unica, il bar al piano terra è delizioso così come la colazione, continentale e ricchissima (vedi diapositiva di me che mangio felice e spensierata).

Insomma, già dall’Hotel abbiamo capito che sarebbe stato un viaggio speciale. E così è stato.

Martedì 

Pronti, partenza, via! Prima tappa appena arrivati? Ma ovviamente Old Town Square, il cuore pulsante, il punto nevralgico della città, da cui parte ogni cosa. Piazza della città vecchia (Stare Mesto) con l’imponente Cattedrale di Santa Maria di Tyn, nel periodo natalizio, è bellissima!

Un grandissimo albergo di Natale svetta sulle decine di mercatini allestiti in occasione delle festività. Ed è qui che potrete fermarvi a mangiare il dolce tipico di Praga, il Trdlo, un cono morbido di pasta zuccherata, messo a cuocere su imponenti braci e farcito con cioccolato o gelato a piacere. Oppure sostare a bere del vin brulè, vino caldo all’arancia (svarak), il grog (bevanda tipica fatta di rum e acqua calda) o acquistare omini di biscotti di pan di zenzero, palle di Natale particolarissime, prodotti di artigianato locale.

Per chi ha fame, questo è il tempio del cibo do strada*. Quello più diffuso è l’hot dog alla ceca, il Parek rohliku, fatto con salsicce di carne (ce ne sono di tantissimi tipi anche aromatizzate) arrostite e messe in sfilatini di pane, da farcire con crauti e salse. Oppure il famosissimo prosciutto di Praga, affumicato al momento e tagliato in fette più spesse, un po’ diverso dal nostro prosciutto cotto e dal sapore intenso. Potrete anche gustare la Veprova Vecere, carne di maiale servita arrosto accompagnata da gnocchi di pasta lievitata (knedliky) patate (brambory) o crauti (kysele zeli). Sapori particolari ma davvero deliziosi.

*A Praga si mangia tantissima carne, che è di ottima qualità.

Dopo questa breve digressione su cosa mangiare a Praga (e noi abbiamo approfittato eccome), ci siamo diretto all’Orologio astronomico, distante pochi passi dalla piazza. La caratteristica di questo Orologio è quella di essere “animato”. Ogni ora, come un orologio a cucù, fa la sua performance! Vale la pena sostare e guardarla!

Ancora poco stanchi, ci siamo diretti verso l’albergo, in zona Piazza Venceslao e Namesti Republiky, per rilassarci facendo shopping e per stare vicini all’albergo, dove ci siamo ritirati per qualche ora prima di cena.

La sera ci siamo recati al ristorante U Kroka, per assaggiare la tipica cucina ceca. Non è molto vicino (si trova in zona Praga 3) ma con una passeggiata di una ventina di minuti sarete lì e potrete gusta la Svicova più buona della città.

Mercoledì 

Il mercoledì la sveglia ha suonato ad un orario decente, perché la giornata precedente è stata davvero stancante. La prima tappa è stata Charle’s Bridge, uno dei simboli di Praga. Qui io e Gianluca abbiamo scattato qualche foto panoramica, poi, attraversandolo, ci siamo recati dall’altra parte della città. Abbiamo salito diverse centinaia di scalini per arrivare sul famoso Castello di Praga. Un Castello dalla cui altezza è possibile ammirare tutto il panorama della capitale ceca e dove ci si perde tra i tanti vicoli. In uno di questi, il Vicolo d’Oro, è custodita quella che è stata la casa di Kafka, ma non è l’unica attrazione. Infatti, bellissima e imponente, in uno slargo del Castello, si innalzata la Cattedrale di San Vito, con la sua facciata a guglie e un rosone centrale e con interni di architettura romano gotica da togliere il fiato.

 

Il pranzo? In uno dei tanti chioschi natalizi allestiti nel castello. La discesa dal castello è stata lungo Mala strana, con la ripida strada durante il cui percorso potete imbattervi in Nerudova, la strada dove hanno abitato Mozart e Casanova.

 

Nel pomeriggio avremmo tanto voluto visitare il Monastero di Klementinum con la famosa e pittoresca biblioteca, ma un contenzioso tra la struttura e il comune, non permette visite e la biblioteca risulta chiusa da mesi ormai. Che peccato! E allora ci siamo recati in una delle vie dello shopping per fare un salto da Hamley’s, il negozio di giocattoli londinese che a Praga ha una sede gigantesca. Pensate che all’interno c’è una grande giostra carillon e orsacchiotti a grandezza umana! Nella gallery potete vedere me felice come una bimba e con la linguaccia!

A cena siamo stati ospiti di Asian Temple, ristorante di cucina asiatica (quindi nipponica, tailandese, vietnamita…) nel quartiere ebraico (non dimenticate di girarlo tutto a piedi e di fare un salto al cimitero). Una struttura davvero coinvolgente, enorme direi, dove è possibile gustare un cocktail nelle tante salette allestite con divani, ma anche sostare per una cena a base di sushi, di carne di ottima qualità o di piatti orientali. Martin, il manager del locale, ci ha accolti con un grandissimo sorriso e tante conoscenze da condividere. Una cena deliziosa e piacevole… Saremmo di sicuro tornati se non fosse che avevamo tanto altro da visitare! Ciao Martin! Ci vediamo a Napoli vero?

Giovedì 

A questo punto è arrivato il momento di parlarvi di Divokà Sarka, il parco extraurbano, riserva naturale, che abbiamo visitato giovedì mattina. La temperatura era bassissima, percepita -4 gradi! Ma Gianluca doveva assolutamente scattare foto paesaggistiche e allora eccomi ritrovata issata su una pietra o imboscata tra le frasche, senza cappotto, a posare. Un freddo polare, talmente polare che, ad un certo punto, non mi sono accorta di avere il moccolo! Eh sì… Il freddo mi aveva gelato il naso e non sentivo più le estremità del corpo! Ma il laghetto e i viottoli sterrati affiancati da alberi altissimi, ne hanno fatto valere la pena. Ci siamo arrivati prendendo la linea A della metropolitana fino a Dejvická.

Al ritorno, dopo un pranzo al volo e una sosta per riscaldarci, abbiamo percorso il lungo fiume di Praga fino ad arrivare alla Casa Danzante, un edificio per uffici diventato attrazione turistica per la sua forma originale. Ricorda infatti due ballerini che danzano, ed è per questo che originariamente veniva chiamato Fred and Ginger (da Fred Astaire e Ginger Rogers). Lo stile costruttivo sta tra il Neobarocco, il Neogotico e l’Art Nouveau, di cui Praga è ricca.

Ormai il sole era calato, il freddo incombeva, noi avevamo visto tutto, o quasi di questa meravigliosa città e allora perché non concedersi del sanissimo food porn?

Tappa da Sad Man’s Tongue Bar&Bistro, uno dei pub più buoni della città. Si trova nel seminterrato di un palazzo e serve panini e patatine fritte proprio come un vecchio pub degli anni ’60. Un cameriere è italiano e saprà spiegarvi al meglio tutti i panini!

 

E’ finita! Il nostro viaggio è terminato e, il giorno dopo, ci aspettava un aereo di primo mattino. Solo per informazione, abbiamo usufruito di Uber, perché ce lo avevano consigliato, ma la nostra esperienza non è stata delle migliori. Sarà per l’orario mattutino, ma la corsa è stata annullata un paio di volte fino alla terza volta, quando è venuto finalmente a prenderci un ragazzo.

Ultimo consiglio sul cibo: tipiche sono le Palacinky, crepe con marmellata (džem), cioccolato o fragole (jahody). Fatevene una pancia così perché sono davvero buone e perché il freddo giustifica tranquillamente le abbuffate!

E ora, se vi va, date un occhio alla gallery sottostante!

Piaciuto questo articolo su cosa visitare a Praga in quattro giorni a Natale? Allora aspettate il prossimo viaggio ma nel frattempo sfogliate la gallery in basso!

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